il Formichiere Pilota e la Macchina dei Sogni
Dopo l’invasione di bambini alla presentazione de “Il Formichiere Pilota”, l’autore, Frediano Finucci, ci racconta qual’è il legame tra Tapiro e Macchina dei sogni:

“Il Formichiere Pilota ha sicuramente un papà (che poi sarei io) ed una mamma, la bravissima illustratrice fiorentina Ilaria Falorsi. Ma il suo parente più prossimo, devo proprio dirlo, è la Macchina dei Sogni. Quando nel 2006 ho cominciato ad abbozzare nella mia testa il personaggio – creato per la mia bambina Margherita – un bel giorno ho realizzato che aveva le potenzialità, la linfa vitale, per poter camminare (o forse meglio, decollare) con le sue gambe. A quel punto ho cominciato a fare delle ricerche serie sui personaggi, gli animali, i luoghi. Ma non era abbastanza. Quell’amalgama di idee e dettagli andava organizzata in maniera appropriata, oserei dire professionale. Ho quindi ripescato gli appunti e le dispense del corso ladri di scintille che seguii tredici anni fa con Chicca Profumo in cattedra (cattedra è una parola grossa visto che eravamo in un sotterraneo bohemien/meneghino dalle parti di via Olona…)
‘tina
‘Tina non è la vicina del pianerottolo, nè tantomeno l’amica d’infanzia di vostra madre, ma si tratta di una rivista, una rivista letteraria tutta particolare: pop, stirata per via della tiratura contenutissima, giovanilistica, aperta e allo stesso tempo con un caratterino tutto suo, irregolare, coi bigodini.
Matteo B. Bianchi prima di diventare scrittore e autore televisivo, aveva pensato di raccogliere alcuni racconti, stamparli e pinzarli per creare una fanzine di dodici copie da distribuire agli amici. Da allora le cose sono cambiate, il successo di ‘Tina è cresciuto, ma la tiratura è arrivata soltanto a cinquanta copie, lasciando al sito internet la possibilità di scaricare la rivista.
Da ‘Tina sono passati autori che sono diventati scrittori veri, come Alberto Forni per Baldini & Castoldi, Giuseppe Casa per Rizzoli, Marco Mancassola per Mondadori, Paolo Nori per Einaudi e altri ancora. Questa è l’importanza di una rivista che oggi unisce storie scritte su richiesta di Matteo oppure proposte da autori sconosciuti. Sono proprio gli autori emergenti che potranno seguire le poche e chiare regole per l’invio che si trovano online e inviare i loro lavori, ricevere un feedback sincero e chissà mai, venire pubblicati sulla rivista.
Giusto perchè si sappia, Matteo B. Bianchi sarà il docente di Manuale d’Autore, il corso dedicato a chi ha un romanzo nel cassetto da sviluppare.








