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corso scrittura creativa

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“Something glimpsed” un corso per scrivere racconti brevi

schegge

Una delle novità per il nuovo anno accademico 2015/2016 è un corso SCHEGGE che presenta una nuova metodologia didattica: si legge per scrivere.
Infatti, prima di ogni incontro, che sarà ogni quindici giorni, verranno inviati a ogni partecipante una decina di racconti da leggere con cura e attenzione, e saranno quelli oggetto di analisi studio durante l’incontro successivo. Da lì si partirà per sviluppare un’approfondimento sulle caratteristiche stilistiche e tematiche di ogni singolo autore, per arrivare a riflessioni generali sullo sviluppo del ‘proprio scrivere’. I partecipanti, che partiranno per questo viaggio con un loro racconto in prima stesura, avranno la possibilità di elaborarlo di volta in volta e vederne l’evoluzione.
Insomma: leggere per scrivere.

Narratori di Storie al Museo del Novecento

Può capitare che durante il corso di scrittura creativa della Macchina dei Sogni si vada a spasso, magari al Museo del Novecento. Si perchè la scuola non ha confini fisici, è piuttosto un luogo espanso, una nuvola di talenti, di idee e storie.

Roberta Gnagnetti ci racconta che cosa è successo agli allievi del corso Narratori di Storie in una notte di novembre al museo:

 

narratori di storie

 

 

“In che modo possono entrare in comunicazione la scrittura di storie e l’arte contemporanea?

L’hanno scoperto gli allievi della Macchina dei Sogni un giovedì sera al Museo del Novecento.

Gli studenti sono entrati in un primo momento da soli, con una lista di opere in una mano e l’immancabile “taccuino dello scrittore” nell’altra. Dovevano osservare le opere indicate e scrivere le loro prime impressioni.
Poi è iniziato il vero e proprio laboratorio di scrittura in gruppo.

 

narratori di storie

narratori di storie

narratori di storie

 

 

Ognuna delle opere scelte aveva una sua propria funzionalità nel percorso didattico degli allievi e ogni esercizio era stato pensato per suscitare riflessioni utili ad arricchire i loro racconti.

L’immedesimazione, la descrizione minuziosa, la regressione linguistica, l’importanza della materia, il ruolo fondamentale dei suoni, il conflitto, l’emozione estemporanea sono solo alcuni esempi delle tematiche affrontate.
Scrivere la storia di un quadro che presenta figure e ambienti non è facile, ma scovare il profondo legame tra la parola scritta e un’opera anti-narrativa, astratta, iconica, materica o simbolica è ancora più difficile.
Gli studenti hanno usato parole che hanno aperto anche i miei occhi, forse troppo abituati e indottrinati ormai per cogliere nuove sfumature e vibrazioni.

 

caterina orsenigo e roberta gnagnetti

narratori di storie

narratori di storie

 

Roberta Gnagnetti è una storica dell’arte e ha sempre lavorato per la cultura.

Si è laureata e specializzata in Storia dell’Arte all’Università Statale di Milano, città in cui è nata e cresciuta.

Studiosa da sempre, tra le altre attività si annoverano la guida turistica, la critica d’arte, l’assistente di galleria, l’archivista, l’ideatrice di progetti didattici e l’organizzatrice di mostre.

 

 

il Formichiere Pilota e la Macchina dei Sogni

 

Tapiro pilota

Dopo l’invasione di bambini alla presentazione de “Il Formichiere Pilota”, l’autore, Frediano Finucci, ci racconta qual’è il legame tra Tapiro e Macchina dei sogni:
Frediano Finucci

“Il Formichiere Pilota ha sicuramente un papà (che poi sarei io) ed una mamma, la bravissima illustratrice fiorentina Ilaria Falorsi. Ma il suo parente più prossimo, devo proprio dirlo, è la Macchina dei Sogni. Quando nel 2006 ho cominciato ad abbozzare nella mia testa il personaggio – creato per la mia bambina Margherita – un bel giorno ho realizzato che aveva le potenzialità, la linfa vitale, per poter camminare (o forse meglio, decollare) con le sue gambe. A quel punto ho cominciato a fare delle ricerche serie sui personaggi, gli animali, i luoghi. Ma non era abbastanza. Quell’amalgama di idee e dettagli andava organizzata in maniera appropriata, oserei dire professionale. Ho quindi ripescato gli appunti e le dispense del corso ladri di scintille che seguii tredici anni fa con Chicca Profumo in cattedra (cattedra è una parola grossa visto che eravamo in un sotterraneo bohemien/meneghino dalle parti di via Olona…)

 

Tapiro pilota

         Ebbene, le ricette di Chicca sulla costruzione del protagonista e soprattutto le dinamiche tra i personaggi sono state fondamentali per far crescere l’idea ma soprattutto per la presentazione finale all’editore, Mondadori. Senza quelle dritte il personaggio sarebbe rimasto dignitosamente a livello amatoriale e probabilmente non sarebbe mai stato pubblicato.”
tapiro pilota festa
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