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Giampiero Frasca è nato mentre lo sceriffo Tawes
prendeva tristemente coscienza di non avere più
scampo. Ha sempre pensato che la colonna sonora
adatta alla sua vita potesse essere Baby Elephant
Walk di Henry Mancini, ma si è trovato spesso
ad essere un personaggio situato a metà tra lo
spaesamento cronologico di un Jeffrey Lebowski e la
disillusione scorata di un Grady Tripp. Si è
sempre commosso per un jump cut o per un inserto
non diegetico e ha creduto spesso di vedere il
mondo attraverso il filtro fornitogli da Conrad Hall
(e da Vilmos Zsigmond e da László Kovács
e da John A. Alonzo). Gli sarebbe piaciuto salire sulla
Dodge Challenger di Kowalski (anche se forse sarebbe
sceso una decina di chilometri prima di San Francisco)
e ritiene La notte del demonio di Jacques Tourneur
il film che gli ha cambiato irrimediabilmente la vita.
Quando non va allo stadio o non sogna di essere attaccato
dagli indiani su una diligenza diretta a Lordsburg si
applica a scrivere: in questi momenti vuoti ha pubblicato
Dennis Hopper. Easy Rider (Lindau, 2000), Road
Movie. Immaginario, genesi, struttura e forma del cinema
americano on the road (Utet, 2001), il Manuale
dei generi cinematografici (con Luca Aimeri, Utet,
2002) e C’era una volta il western. Immagini di una nazione. Con DVD (Utet Università, 2007).
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