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Le Macchine dei Sogni

la macchina dei sogni

sognare

Su Wikipedia la macchina dei sogni viene definita come un “immaginario dispositivo televisivo computerizzato che proietta su video il sogno e i pensieri che una persona sta vivendo”.

Ne abbiamo visti di marchingegni simili: la narrativa e sopratutto il cinema hanno immaginato questo strumento in forme sempre più complicate e sottili.

 

L’astronave degli essere perduti (Quatermass and the Pit) è stato diretta dal regista Roy Ward Baker e interpretato da Andrew Keir. E’ il 1967 quando esce questo film, tratto dall’omonima serie tv trasmessa tra il 1958 e il 1959 dall’emittente BBC One e sceneggiata da Nigel Kneale. Durante gli scavi della metropolitana di Londra un gruppo di operai scopre i resti di creature umanoidi e un oggetto misterioso capace di provocare visioni e manifestazioni cinetiche a tutti coloro che vi si avvicinano. Si tratta di un’astronave, una sorta di macchina dei sogni.

Stellette Mereghetti: ***

 

Brainstorm generazione elettronica risale al 1982, diretta da Douglas Trumbull e interpretato da  Crsitopher Walken, Natalie Wood e Louise Fletcher, racconta di una macchina capace di registrare le sensazioni e le emozioni umane: oggetto del desiderio per la Cia. Si tratta di un film pieno di effetti speciali con l’intento di rappresentare l’essenza del cinema.

Stellette Mereghetti: **

 

Tron prodotto dalla Disney nel 1982, diretto da Steven Lisberger, interpretato da Jeff Bridges, è la storia di un geniale inventore di videogame che cerca le prove per dimostrare che il boss della Encom gli ha rubato idee e progetti. La macchina dei sogni in questo caso è uno smaterializzatore di molecole che immette le persone direttamente nel mondo virtuale dei videogame.

Stellette Mereghetti: **

 

Fino alla fine del mondo, diretto da Wim Wenders e interpretato da Solveig Dommartin e William Hurt è del 1991. I protagonisti fuggono intorno al mondo per raccogliere immagini da portare con sè nel deserto Asutraliano, allo scopo di mettere a punto un procedimento capace di registrare i sogni. In questo caso il dospositivo è in grado di leggere le onde cerebrali e le reazioni biochimiche.

Stellette Mereghetti:°

 

Matrix di Andy e Larry Wachowski con Keanu Reeves del 1999, mostra il mondo creato dai computer dotati di intelligenza artificiale. Il colossale sistema elabora Matrix, un programma  di neurosimulazione interattiva che tiene prigionieri gli esseri umani, convincendoli di vivere nel XX secolo.

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The Cell di Tarse Singh, con Jennifer Lopez e Vincent D’Onofrio, del 2000 racconta di un serial killer caduto in coma profondo: per capire dove ha nascosto la sua prossima vittima la psicoterapeuta, grazie a una tuta cibernetica, riesce a penetrare la sua mente.

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Inception del 2010, prodotto e diretto da Christopher Nolan e interpretato da Leonardo Di Caprio è la storia di Dom Cobb, la cui professione è quella di inserirsi nei sogni delle persone e rubare loro idee e segreti durante il sonno, nel momento in cui il cervello è più vulnerabile. Non è un lavoro legale, così come non è legale la sua presenza negli Stati Uniti: pende su di lui l’accusa di aver ucciso della moglie. Per ripulire la fedina penale, Dom accetta il lavoro propostogli da un magnate dell’energia, ovvero impiantare un’ idea a una persona, invece che estrarla.

Stellette Mereghetti: **/

 

Ora il punto è che la Macchina dei Sogni è un scuola di story-telling, dove le menti vengono liberate, rese capaci di visualizzare il sogno, per trasformarlo in vita. I MaDS sono tutti quei sognatori a cui sono stati forniti gli strumenti per creare il sogno e renderlo disponibile. Non ci sono intrighi internazionali,  alieni colonizzatori o computer dall’intelligenza artificiale,  ci sono piuttosto le nuove tecnologie dell’era digitale, i mobile e le nuove  appplicazioni per sviluppare la creatività.

L’esperienza che si vive una volta dentro questa comunità diffusa è più simile, semmai, a quella provocata  dall’“Attrezzatura per la produzione di sensazioni visuali artistiche “ creata da due visionari inglesi nel ’60.

Brion Gysin, scrittore, poeta e pittore, si trovava a Marsiglia su un autobus, lungo un viale costeggiato di alberi da cui filtravano a intermittenza raggi di sole. Il movimento del bus provocava un effetto di ripetuti flash che riverberavano sulle sue palpebre provocando “un’ondata travolgente di disegni dai colori sovrannaturali e intensamente illuminati: un caleidoscopio multidimensionale  che turbinava in tutto lo spazio”.

Fortemente ispirato da questa esperienza e  corroborato dalla lettura di “The Living Brain” del Dr. Gray Walter, neurofisiologo e studioso della natura delle onde e delle loro funzioni all’interno del cervello, inventò, insieme al matematico Ian Sommerville, la Dream Machine.

Si tratta di un cilindro rotante, disegnato e forato con figure geometriche, al cui interno viene posta una fonte di luce elettrica. Quando la base comincia a girare (in rete sono reperibili versioni con base costituita da giradischi) la struttura geometrica si muove attorno alla fonte di luce. Ponendosi davanti alla Dream Machine, con gli occhi chiusi, ci si trova immersi ” in una situazione di sogno che si svolge tutt’intorno”. Gysin sostiene di avervi visto ogni cosa, anche simboli archetipali Junghiani o flash back di memoria: “la Dream Machine rende visibile la dinamica fondamentale presente nella fisiologia del cervello. Ricerche recenti sulla struttura dei ritmi cerebrali indicano che nuove connessioni possono essere comprese solo in uno stato di allentamento del pensiero”.

In sostanza l’intenzione dei due inventori era quella di diffondere un mezzo capace di ampliare le proprie possibilità percettive fino a creare sogni e visioni, una macchina capace di svolgere il lavoro degli artisti.

 

E questa, in un certo senso, è proprio l’intenzione e il senso della Macchina dei Sogni.

 

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